30/09/2020
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In Europa Vienna è al primo posto, Torino in coda

Vienna skyline with St. Stephen's Cathedral roof, Austria

Le vigne crescono anche in città e diventano questione metropolinata. Sembrano, infatti, essere centinaia gli ettari a vocazione vinicola in centro urbani consistenti. In Italia, come racconta Repubblica.it ci sono gli appezzamenti veneziani di Pramaggiore, i vigneti senesi e quelli nella città di Brescia o ancora il vigneto della Regina a Torino, che con le sue decine di ettari si posiziona terza nella classifica europea dei vigneti metropolitani. Regina incontratata delle vigne europee è, invece, Vienna, seguita da Napoli.
I partenopei hanno circa 200 ettari con i vari appezzamenti che creano delle fratture di verde tra i vari quartieri cittadini, arrivando dalla collina fino alle scogliere di Posillipo. L’ultima in classifica sembra essere Torino e la sua “Vigna della Regina”. Qui l’impianto di vigne è legato a una donna, ad Anna d’Orleans, nobildonna francese che sposò, nel XVII secolo, Vittorio Amedeo II di Savoia e fece costruire una vigna, che prese il suo nome, e il suo grande giardino. Vigne oggi affidate alla Cantina Balbiano, che all’interno di un percorso di riqualificazione ha scelto di piantare in questo terreno la Freisa di Chieri Doc. Segue Brescia, con 4 ettari e mezzo di terreno vitato all’interno della città vecchia,
Per quanto riguarda Roma, si cita il vigneto del convento di Trinità dei Monti, mentre per Venezia, ettari frammentati e diffusi si trovano tra città e isole. Ci sono le vigne di San Michele, con malvasia, dorona e prosecco, ma anche vigneti in via di riqualificazione alla Giudecca e sull’isola delle Vignole. Stanno, invece, scomparendo, i 70 metri quadri di Tocai coltivato presso la trattoria Corte Sconta e il mezzo ettaro, o poco più, dell’antico orto degli Scalzi, dove i Carmelitani di Venezia hanno prodotto per secoli l’acqua di melissa. Siena ha degli appezzamenti interni alle mura, nonostante siano principalmente limitati all’autoconsumo. Vengono utilizzate delle viti a piede franco, anti-filossera, oramai scomparse nella maggior parte d’Europa.
(CIA)

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